Il riutilizzo di acque reflue grazie ai Filtri a Tela Pile

Riutilizzo Acque Reflue con Filtri a Tela Pile #1

Ormai da alcuni decenni stiamo provando a realizzare un mondo in cui l’acqua pulita non sia più una risorsa in esaurimento ma un bene ampiamente accessibile: è un’ambizione presente nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU ed è tra gli obiettivi principali di regolamenti e direttive UE a tema ambientale, quali la Direttiva 2000/60/CE. Ora, i protagonisti più consapevoli di questo cambiamento hanno chiaro che, con più di otto miliardi di persone presenti sul pianeta, un corretto smaltimento non è più sufficiente ad assicurare a tutti l’accesso alla risorsa blu: occorre un riutilizzo delle acque reflue efficace nelle comunità civili, nell’industria e in agricoltura. E ancor più che in altri ambiti, la versatilità tecnica e funzionale dei filtri a tela pile si sta facendo largo nei progetti di consulenti e studi di ingegneria per impianti di depurazione di acque reflue civili e industriali.

In un contesto di crescente scarsità idrica e di intensificazione dei fenomeni climatici estremi, il riutilizzo delle acque reflue si impone come una soluzione strategica e sostenibile per costruire un futuro migliore: arriveremo a questo obiettivo e, in caso affermativo, entro quale data?

Una cosa è certa: nell’immaginare questo futuro possibile, i filtri a tela pile sono l’alleato perfetto per il cambiamento. Vediamo i motivi.

1. Perché riutilizzare le acque reflue?

Partiamo dalla premessa: perché perseguire la strada del riutilizzo di acque reflue trattate invece di un semplice smaltimento della risorsa blu post-depurazione tramite scarico in corpo idrico superficiale?

Vediamo alcune motivazioni lungimiranti sia da un punto di vista ambientale sia (gioite industrie e imprese agricole) economico-produttivo.

  • Minore stress idrico: alleviando la pressione sulle risorse idriche naturali, si contribuisce a preservare gli ecosistemi acquatici, evitando il prosciugamento di fiumi e laghi e tutelando la biodiversità.
  • Riduzione del consumo di acqua dolce: prelevando meno acqua da fonti naturali, come fiumi e falde acquifere, si salvaguarda questo bene prezioso per le generazioni future, garantendo la disponibilità di questa risorsa vitale per usi domestici, agricoli e industriali.
  • Protezione dell’ambiente: diminuendo la quantità di acque reflue da smaltire, si riduce l’inquinamento dei corsi d’acqua e dei mari, contrastando la proliferazione di alghe e la diffusione di agenti patogeni.
  • Processi più efficienti: è un aspetto che non viene quasi mai considerato. Tuttavia, in molti casi riutilizzare l’acqua industriali in ottica di economia circolare, invece che estrarne di nuova da fiumi e laghi, si persegue la razionalizzazione di quella che è (ricordiamola) a tutti gli effetti una risorsa dei processi produttivi. Spesso anche l’energia utilizzata per riutilizzare è minore di quella necessaria per estrarre.
  • Vantaggi economici: si riducono i costi di approvvigionamento e trattamento dell’acqua potabile, con un risparmio significativo per le imprese e le comunità, soprattutto in aree soggette a periodi di siccità.
  • Nuove opportunità: il riutilizzo delle acque reflue crea nuove opportunità di lavoro e sviluppo in settori innovativi, incentivando la crescita economica e la creazione di imprese eco-compatibili.

Riutilizzo Acque Reflue con Filtri a Tela Pile #2

2. I filtri a tela pile: alleati preziosi per il riutilizzo

E veniamo ora all’alleato prezioso del riutilizzo acque in ambito civile, industriale e agricolo.

Tra le diverse tecnologie disponibili per il trattamento e il riutilizzo delle acque reflue, i filtri a tela pile si distinguono per la loro efficacia, versatilità e sostenibilità. Questi sistemi di filtrazione terziaria rappresentano una delle fasi finali del processo di depurazione: l’acqua in uscita ha quindi una qualità finale eccellente, in termini di solidi sospesi totali ed idonea per molteplici usi.

Ecco, quindi, perché i filtri a tela pile sono la scelta ideale per il riutilizzo delle acque reflue.

  • Elevata capacità di rimozione dei solidi sospesi. Grazie alla loro struttura innovativa, che combina la filtrazione di profondità con quella di superficie, i filtri a tela pile sono in grado di garantire una concentrazione di solidi sospesi nell’acqua trattata inferiore a 10 mg/l. Questo risultato eccezionale permette di ottenere un’acqua limpida e priva di impurità, adatta per una vasta gamma di applicazioni.
  • Versatilità di impiego. I filtri a tela pile possono essere impiegati per il trattamento di diverse tipologie di acque reflue, provenienti da contesti industriali, civili e agricoli. La loro adattabilità li rende una soluzione ideale per molteplici esigenze di riutilizzo.
  • Basso consumo energetico. Il sistema di controlavaggio di questi sistemi con tela a fibra libera non è in continuo, ma si attiva quando necessario durante l’esercizio, senza interrompere il processo fisico di filtrazione. Questo ottimizza i costi di gestione e riduce l’impatto ambientale.
  • Manutenzione semplice e costi contenuti. I filtri a tela pile richiedono una manutenzione minima, con interventi semplici e poco frequenti. Ciò si traduce in costi di gestione contenuti e in una maggiore efficienza operativa.
  • Ingombri ridotti. La struttura compatta della soluzione di filtrazione terziaria (o “filtrazione finale”) permette di ottimizzare gli spazi installativi, rendendoli adatti anche a contesti con superfici disponibili limitate.

Questi filtri si distinguono quindi per la loro versatilità ed efficacia, adattandosi a diverse esigenze e tipologie di acque reflue:

  • Industriali: per il riutilizzo in processi produttivi, lavaggio impianti, raffreddamento macchinari.
  • Civili: per l’irrigazione di aree verdi, alimentazione di fontane ornamentali, lavaggio strade. Per la produzione di acqua potabile è necessario invece un ulteriore intervento di disinfezione con lampade UV o soluzioni ad osmosi inversa: tecnologie che però vengono spesso precedute dai filtri a tela pile, i quali evitano un eccessivo carico e sporcamento delle soluzioni a valle con la loro efficacia di rimozione dei solidi sospesi totali.
  • Agricole: per l’abbeveramento del bestiame o l’irrigazione di numerose colture (l’elenco è in aggiornamento da parte del Legislatore).

Riutilizzo Acque Reflue con Filtri a Tela Pile #3

3. Riutilizzo acque reflue: il quadro normativo di riferimento

Il riutilizzo delle acque reflue non è solo una scelta ecologica intelligente, ma anche una pratica regolamentata da un quadro normativo solido e in continua evoluzione. A livello europeo, la Direttiva 91/271/CEE, nota come Direttiva sulle Acque Reflue Urbane, stabilisce i requisiti minimi per il trattamento delle acque reflue urbane e ne disciplina il riutilizzo per scopi irrigui, purché sia garantito il rispetto di specifici parametri di qualità.

Attualmente, la direttrice madre in materia è la Direttiva 2000/60/CE, conosciuta anche come Direttiva Quadro sulle Acque. Questa direttiva stabilisce un quadro generale per la protezione delle acque in Europa e promuove il riutilizzo delle acque reflue trattate come mezzo per ridurre la pressione sulle risorse idriche naturali.

Successivamente,

In Italia, la normativa sul riutilizzo delle acque reflue è stata recepita e integrata con il Decreto Legislativo 152/2006, che definisce i requisiti tecnici per il trattamento e il riutilizzo delle acque reflue destinate a diversi usi, tra cui l’irrigazione, l’alimentazione di fontane ornamentali, l’abbeveramento del bestiame e l’uso industriale.

Oltre a queste normative di carattere generale, esistono anche disposizioni specifiche relative a singoli settori, come l’agricoltura e l’industria, che definiscono i criteri e le condizioni per il riutilizzo delle acque reflue in questi ambiti.

È importante sottolineare che il quadro normativo sul riutilizzo delle acque reflue è in costante evoluzione, con l’obiettivo di promuovere pratiche sempre più sostenibili e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Le autorità competenti sono impegnate a monitorare l’efficacia delle normative vigenti e ad apportare le necessarie modifiche per garantire un riutilizzo delle acque reflue sicuro e responsabile.

In definitiva, il quadro normativo sul riutilizzo delle acque reflue rappresenta un pilastro fondamentale per promuovere questa pratica virtuosa e per garantirne uno sviluppo sostenibile e controllato. Le normative vigenti, unitamente alle linee guida e ai protocolli internazionali, forniscono un solido framework per indirizzare il riutilizzo delle acque reflue verso un futuro sempre più verde e resiliente.

I filtri a tela pile si inseriscono perfettamente nel quadro normativo sul riutilizzo delle acque reflue: questo grazie all’elevata capacità di rimozione dei solidi sospesi, ma anche per la loro versatilità di impiego, il basso consumo energetico e la manutenzione semplice durante tutto il ciclo di vita del prodotto.